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    Monopoly Disney Edition

    Altre foto

    Durata : 3 ore
    Numero di giocatori : da 2 a 8
    Lingua (manuale - gioco ) : Italiana - Italiana
    Produttore (ori - ita) : Hasbro
    Distributore : Hasbro
    Autore/i : Elizabeth Magie
    Età giocatori : 8+
    Longevità : Media
    Complessità : Semplice
    Strategia - Fortuna (%) : 50 - 50
    Meccanismo : Gestione amministrativa
    Materiale : Buono
    Grafica : Buona
    Voto Essembra : (7)


    Recensione Monopoly Disney Edition

    Contenuto della scatola


    Prima di parlare del gioco e fare qualche accenno storico doveroso, vorrei sottolineare quanto lo stesso possa essere apprezzato appieno solo e soltanto se già si ama il Monopoli classico con tutte le sue regole e i suoi tempi (a detta di molti eccessivamente lunghi); al contrario potrebbe annoiare.
    Detto ciò, quando si acquista un gioco da tavolo, una delle trappole nelle quali si ha più paura di incappare, generalmente, è che il contenuto della tanto agognata scatola non rispecchi appieno le immagini che la rivestono.
    Spesso sulla scatola di un gioco, furbi e infingardi pubblicitari realizzano immagini che travalicano i confini della realtà dello stesso, dando all’ignaro acquirente solo un idea di ciò che potrebbe aspettarsi; idea generalmente disillusa.
    Per evitare che ciò avvenga, una delle tecniche certamente migliori è quella di andare sul sicuro ed acquistare un gioco “navigato” e presente sul mercato da anni.
    Quale garanzia migliore potrebbe esserci quindi nel divenire proprietari di un gioco da tavolo che viene acquistato instancabilmente da più generazioni fin dal 1904? Stiamo parlando di Monopoli, il cui nome, dal 2009 anche in Italia, si è trasformato in Monopoly.
    Nel corso degli anni di questo gioco ne sono state realizzate numerose versioni, in parte perché i fasti dei primi anni, legati alla novità, non hanno resistito al passare del tempo ed in parte per poter abbagliare nuove generazioni di giocatori.
    Anche nel belpaese il Monopoli ha subito numerose evoluzioni; tra queste, la versione della quale vorrei parlare: il “Monopoly Disney”, nato nel 2003, colorato e allegro come nessun Monopoli mai prima d’ora.
    Le regole base del Monopoli suppongo siano conosciute orientativamente da tutti. Si comincia distribuendo soldi in egual misura tra tutti i partecipanti, si posizionano le carte degli imprevisti e delle probabilità e si parte.
    Quando si giunge (tramite tiro dei dadi) su una proprietà libera, la si può acquistare pagandone alla banca il valore ipotecario; al contrario, se il lotto risultasse già acquistato, ci si troverebbe a dover pagare il pedaggio al proprietario; l’ammontare del pedaggio varia a seconda degli immobili costruiti su quella proprietà e del valore ipotecario della stessa.
    A queste regole di base se ne aggiungono numerose che contribuiscono a tener vivo l’antagonismo, ma fondamentalmente lo scopo del gioco è questo: accaparrarsi più proprietà, costruirci case e alberghi come foste Caltagirone e portare alla bancarotta gli altri giocatori.
    Rispetto al classico gioco, comunque, questa versione conta numerose e simpatiche novità. In primis le classiche costruzioni vecchia gestione, ossia case e alberghi, si trasformano come per magia (Bibidi bobidi bù) in baite dei boschi e castelli incantati; Vicolo corto e Vicolo stretto lasciano il passo a proprietà rappresentanti classici film animati; probabilità e imprevisti divengono “Magia” e “Spettacolo” e, dulcis in fundo, i segnalini (di metallo in questa versione del gioco) hanno le fattezze di alcuni tra i personaggi più amati del mondo Disney. E’ possibile infatti vestire i panni di Dumbo, Alice, Pinocchio, Lilli e il vagabondo, Mowgli (dal libro della giungla), Peter Pan, Biancaneve o La Bella addormentata.
    In definitiva poter tirare i dadi e far muovere sul tabellone del Monopoli i personaggi che hanno accompagnato la nostra infanzia non ha prezzo; ma comunque, se l’avesse, per pagare potreste utilizzare le geniali banconote che riportano l’effige di Paperon de’ Paperoni.

    by Leobetts

     

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