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    Runebound

    Altre foto

    Durata : 2,5 ore
    Numero di giocatori : da 2 a 6
    Lingua (manuale - gioco ) : Italiano - Italiano
    Produttore (ori - ita) : Fantasy Flight Games - Nexus
    Distributore : Giochi Uniti
    Autore/i : Martin Wallace, Darrell Hardy
    Età giocatori : 12+
    Longevità : Bassa
    Complessità : Semplice
    Strategia - Fortuna (%) : 25 - 75
    Meccanismo : Esplorazione/Combattimento
    Materiale : Buono
    Grafica : Buona
    Voto Essembra : (6)


    Recensione Runebound (2ˆ edizione)

    Contenuto della scatola


    Runebound è un gioco da tavolo del genere Avventura Fantasy che consente di giocare fino a 6 giocatori, anche se per la durata delle sequenze dei turni e quindi del gioco totale si consiglia ad un massimo di 4 giocatori. Normalmente una partita a 4 giocatori può durare dalle 2 alle 4 ore di gioco. Il gioco, per quanto riguarda gli eroi e il tabellone con i nomi delle città, è praticamente uguale a Descent “Viaggi nelle tenebre”. Le miniature infatti sono le stesse e le carte rappresentanti gli oggetti del mercato anche, ovviamente sono state apportate le doverose modifiche per adattarle a questo gioco. Malgrado le numerose analogie dei personaggi la differenza tra Descent e Runebound è sostanziale. Descent prevede un gioco di squadra degli eroi che cercano di risolvere i vari dungeon che il Signore Supremo (giocatore master) gli pone davanti; in Runebound invece non c’è un master e ogni personaggio gioca in proprio. Una volta presa confidenza con la sequenza dei turni di combattimento attacco/difesa, il resto del gioco scorre abbastanza velocemente. L’unica pecca che si può trovare è nel fatto che gli eventi sono molto condizionati dal fattore C, la Fortuna, per via del massiccio uso dei dadi. Anche la sfida più semplice si può rivelare mortale, se con i dadi non si ottengono punteggi decenti.
    In Runebound possono essere effettuate diverse avventure a seconda del gioco e delle espansioni che si hanno. Nel base è contenuta l’avventura: ”Il Risveglio del Signore dei Draghi” in cui il negromante Vorakesh vaga per il mondo in cerca delle antiche Rune di Drago, da utilizzare per riportare in vita Margath, il malvagio Supremo Signore dei Draghi morto tanti secoli prima, per dominare sul mondo intero. Lo scopo degli eroi sarà quello di impedire a Vorakesh di realizzare il suo piano diabolico. Come detto precedentemente lo scopo del gioco è diverso a seconda dell’avventura che state giocando. In commercio si trovano diversi set di espansioni composti esclusivamente da carte avventura dal prezzo irrisorio che oscilla dai 7 ai 13 Euro, ognuno con storia ed obiettivi differenti, oppure ci sono avventura aggiuntive come: Midnight, Sands of Al-Kalim, The Island of Dread, The Frozen Wastes, Mists of Zanaga.
    Di questi cinque titoli solo il terzo, L’Isola del Terrore, si trova in italiano (…per ora…) e in questi kit si trovano nuovi tabelloni, carte miniature e segnalini da aggiungere a quelli della scatola di base. Nell’avventura contenuta nel gioco di base ”Il Risveglio del Signore dei Draghi” dovrete, prima di Vorakesh, entrare in possesso delle tre Rune di Drago o altrimenti sconfiggere direttamente il Supremo Signore dei Draghi. In poche parole, il primo tra i giocatori che sconfigge tre carte avventura Rosse o che batte la carta avventura Rossa che rappresenta il Supremo Signore dei Draghi vince il gioco… Detto così sembra facile ma poi ci si rende conto che è tutto il contrario…
    Come ogni buon gioco di avventura anche in Runebound c’è abbondanza di segnalini, carte e miniature.
    E poi ci sono i dadi, che sono fondamentali. Dall’esito del lancio può dipendere il cammino dell’eroe e della sua vita. Per il movimento si utilizzano cinque dadi da 6, che hanno su ogni faccia diversi simboli, raffiguranti le diverse caselle del tabellone: Pianura, Foresta, Palude, Strada, Collina, Montagna, Fiume; per entrare in uno spazio Città si utilizza un qualsiasi segno presente sulla faccia del dado. Su di una singola faccia possono essere presenti da due a tre simboli e di questi se ne sceglie solo uno per dado, consentendo all’eroe di muoversi sulla mappa per un massimo di cinque spazi. Nel caso in cui si utilizzino cinque dadi, si può scegliere se avanzare di cinque caselle o fermarsi prima; avere la possibilità di tirare tutti i dadi offre una maggiore scelta di caselle su cui avanzare. Spesso a causa di ferite, dell’abilità di alcune carte giocate o anche per recuperare le fatiche dell’eroe, non si riesce a tirare più di due o tre dadi e questo rende il movimento più difficile dato che le probabilità di ottenere i segni desiderati si riduce, bloccando a volte l’eroe nello stesso punto o facendolo deviare dalla meta stabilita. Per quanto riguarda i combattimenti si utilizzano due dadi a 10 facce (a forma di trottola) con sopra scritti i numeri da 1 a 0 in cui lo zero indica 10, per cui tirando i dadi e ottenendo un punteggio 5 e 0 il totale è 15. Ed anche qui occorre una forte dose di C, dato che la maggior parte delle sfide richiede di superare un minimo di 13 come punteggio e non è sempre facile ottenerlo.
    Traendo le dovute conclusioni, Runebound risulta da una parte un gioco molto semplice, ma dall’altra molto ripetitivo, la storia dell’avventura non si capisce mai bene, dato che le attenzioni dei giocatori sono tutte rivolte al lancio dei dadi per sconfiggere le sfide pescate. Ci si muove alla cieca sul tabellone, cercando di aumentare il livello del giocatore (…quando i dadi lo consentono…), senza portare avanti una trama ben precisa. Sul manuale viene consigliato di giocare utilizzando la modalità “Doom Line”, in cui per ogni sfida superata o scartata si piazza una carta al margine del tabellone e ogni X carte (a seconda del numero di giocatori) si piazza un segnalino Doom negli spazi mercato delle diverse città; una volta piazzati i segnalini su tutte le città, si passa direttamente alla fase finale del gioco. Purtroppo anche questa modalità non è un granché, dato che ci si ritrova quasi subito a dover sfidare le carte Rosse senza avere l’esperienza necessaria, andando incontro a sconfitte micidiali. Dopo averci giocato diverse volte ed effettuati i dovuti esperimenti, il numero consigliato di giocatori è 3-4, applicando invece le modalità “Partite più brevi” e “Sconfitte meno Dure” spiegate nel manuale. Si consiglia inoltre di acquistare i mazzi di carte espansione riguardanti l’aggiunta di nuove armi ed alleati, che contengono oggetti abbastanza consistenti, ma dal costo veramente più basso di monete d’oro. Dovendo dare un voto da 1 a 10 facendo una media tra il materiale di gioco, il regolamento e lo svolgimento si può arrivare alla sufficienza stiracchiata.

    by Stefano

     

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