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    Civilization

    Altre foto

    Durata : 3 ore
    Numero di giocatori : da 2 a 4
    Lingua (manuale - gioco ) : Inglese - Inglese
    Produttore (ori - ita) : Fantasy Flight Games
    Distributore : Giochi Uniti
    Autore/i : Kevin Wilson
    Età giocatori : 13+
    Longevità : Alta
    Complessità : Impegnativo
    Strategia - Fortuna (%) : 70 - 30
    Meccanismo : Combattimento/Gestionale
    Materiale : Discreto
    Grafica : Buona
    Voto Essembra : (7,5)


    Recensione Sid Meier’s Civilization (ed. 2010)

    Contenuto della scatola


    Volevo aspettare che Daralor e Milya me lo regalassero per Natale, ma appena mi è capitata “casualmente” tra le mani una scatola dell’ultima novità Fantasy Flight Games, non ho resistito al suo richiamo e mi sono tuffato nell’evoluzione della mia civiltà. Partiamo da un presupposto, io gioco alla versione elettronica di Civilization da quando esiste, e considero Sid Meier forse il più grande autore videoludico della storia. Quindi cercherò di fare due distinzioni, quanto il Boardgame rende rispetto al videogioco, e quanto sia interessante o da buttare indipendentemente dal suo parente elettronico.
    Aperta la scatola ho notato subito una cosa, questa volta hanno messo bustine protettive anche intorno ai pezzi da smontare, visto che il tutto è completamente cartonato lasciando alla plastica solo i segnalini base di movimento. Le bustine, ho pensato, saranno molto utili per riporre il tutto una volta staccati tutti i segnalini. Se il mio pensiero fosse corretto o meno lo scoprirete “recension leggendo”.
    Per chi non conoscesse per niente Civilization (SCIAGURA A TE!), partiamo dalle basi : il nostro ruolo è quello di interpretare uno dei condottieri delle diverse civiltà, per portarla dall’età della pietra ai viaggi spaziali. Le civiltà inserite nella scatola base (signor FFG, vero che stai pensando ad un’espansione?) sono : Americani – Leader Lincoln; Cinesi – Leader Mao; Egiziani – Leader Cleopatra; Tedeschi – Leader Bismarck; Romani – Leader Cesare; Russi – Leader Caterina.
    Ognuna di queste ha delle abilità speciali di inizio partita e caratteristiche uniche da utilizzare durante il corso della stessa.
    La prima cosa affascinante è la possibilità di vincere in diversi modi, partendo dalla vittoria Militare (conquistare una delle capitali avversarie), quella Economica (raggiungere 15 nella scala dell’Oro), quella Tecnologica (scoprire la tecnologia “volo spaziale”), per terminare con quella Culturale (raggiungere l’ultimo livello della scala culturale).
    Il meccanismo di gioco non è semplicissimo e sicuramente complicato per chi, per la prima volta, si affaccia alla finestra dei giochi da tavolo gestionali/simulativi. Io ci ho messo quattro secondi a capirlo, ma come si sa io faccio una corsa a parte per le regole (cosa che qualcuno poi sostiene non si concretizzi in vittorie, ma questo è un altro discorso). Fulcro principale del meccanismo stesso sono le città, a partire dalla capitale, che generano risorse (commercio, cultura, produzione) secondo il terreno dove sorgono. Queste risorse sono importanti per ricercare nuove tecnologie, avanzare nella scala culturale o produrre edifici/unità/armate/scout. Una particolare menzione vorrei farla al sistema delle tecnologie, che obbliga i giocatori a creare una vera e propria piramide dove le tecnologie di livello più alto possono essere inserite poggiando obbligatoriamente su due di livello più basso. In questo modo si garantisce una certa longevità anche per la vittoria Tecnologica che altrimenti risulterebbe troppo facile. Certo la piramide occupa un considerevole spazio sul tavolo, e deve essere sempre ben visibile, sia per sapere a che punto ci si trova con l’evoluzione, sia per sfruttare le abilità delle tecnologie sbloccate.
    Già, le tecnologie, se il fulcro del gioco per la raccolta risorse sono le città è indubbio che le tecnologie sono la base per l’utilizzo di queste risorse. È infatti ricercando la corretta tecnologia che si sbloccano gli edifici da costruire, le unità militari da utilizzare e la possibilità di avere “sconti” sulle risorse, per la costruzione delle meraviglie mondiali.
    Costruendo gli edifici si ha la possibilità di migliorare le risorse che il terreno, dove vengono piazzati, genera. Quindi una miniera piazzata al punto giusto potrebbe aumentare di netto la produzione di una città, aiutandoci quindi successivamente a raggiungere la quota per la costruzione successiva.
    Il turno di gioco si divide in 5 fasi : Inizio del Turno; Commercio; Gestione della Città; Movimento; Ricerca.
    Sarebbe molto lungo e complicato andare a vedere cosa succede in ogni singola fase; anche se i nomi possono aiutare vi assicuro che per padroneggiare completamente tutte le opzioni possibili ci vogliono almeno cinque o sei partite. La cosa più importante da tenere a mente è che il commercio che viene generato ad ogni fase omonima si somma con quello già presente nella riserva della civiltà (utilizzando il marker “disco orario” della scheda della civiltà stessa) e viene raccolto da tutte le città del giocatore, mentre la produzione è limitata al turno in corso, non si accumula, ed è relativa alla singola città.
    Dunque dicevamo, rispetto al suo omonimo elettronico ci sono sicuramente dei punti di forza e delle debolezze. L’ambientazione è resa molto bene, il mistero della scoperta del territorio circostante e della razzia dei villaggi barbari è sicuramente ben riportata su “cartone”. A livello di meccanismi, dobbiamo sorvolare sulla mancanza di alcuni elementi, quali le unità che migliorano il territorio o la possibilità di costruire più di tre città. Rendere in scatola tutto quello che si può fare nell’infinito spazio elettronico sarebbe utopico. Quello che manca però, sia a livello psicologico che tecnico, è il mantenimento delle città lontane dalla capitale, che poteva in qualche modo essere reso e che avrebbe potuto, come nel gioco elettronico, influire sulle scelte di fondazione delle nuove città; che qui restano limitate al territorio circostante.
    Analizziamo ora il gioco di per sè, nei suoi pregi e nei suoi difetti.
    Abbiamo già citato la complessità delle regole, che sicuramente non lo rende adatto ad un neofita della strategia. Altro lato negativo sono proprio le bustine di cui parlavamo prima, alla fine non risultano essere così comode nel riporre il tutto, tendono a gonfiarsi di segnalini e fanno molto spessore all’interno della scatola.
    Le meraviglie di questo gioco però sono molte, la possibilità di intraprendere una strategia diversa per la vittoria ad ogni partita ne aumenta di certo la longevità. Il sistema di combattimento è in realtà un minigioco all’interno del gioco stesso, originale, veloce e divertente. Insomma per gli amanti del genere è un must estremamente consigliato, mentre per chi si avvicina a questo mondo è un acquisto da fare pensandoci bene.
    Ora scusate ma la costruzione delle Piramidi necessita della mia attenzione.

    by Drizzt

     

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